IL DENARO TORNA A COSTARE MENO, IL PROBLEMA NON È IL FINANZIAMENTO: È AVERE UN PIANO

I tassi stanno scendendo. Per molte PMI il rischio non sarà perdere un finanziamento, ma arrivare impreparate all’opportunità.

Negli ultimi mesi il tema dei tassi di interesse è tornato al centro dell’attenzione. Dopo recenti anni caratterizzati infatti da un forte aumento del costo del denaro, il ciclo sembra essersi invertito.

In particolare, a titolo esemplificativo, negli ultimi tre anni l’Euribor a 3 mesi ha rappresentato bene questo trend: dopo una lunga fase di tassi negativi dal 2012 al 2022, ha registrato una forte risalita fino a superare il 3,5–4% nei picchi del ciclo restrittivo, per poi iniziare progressivamente a rientrare.

Negli ultimi anni molte aziende hanno rinviato investimenti a causa dell’aumento dei tassi. In questi mesi il costo del capitale si sta gradualmente riducendo e il credito è tornato ad essere più accessibile. Si tratta indubbiamente di una buona notizia per le nostre PMI. 

Ma vale la pena fermarsi per una riflessione, e cioè: la vera domanda è “Quanto mi costa finanziarmi?”

Oppure: “Se domani ottenessi un finanziamento a condizioni migliori, saprei esattamente dove investire quelle risorse?”

Troppo spesso l’attenzione si concentra sul costo del debito, sull’onere finanziario.

Le aziende che crescono in modo consolidato, invece, si concentrano sul rendimento degli investimenti che quel debito finanzia.

Peter Drucker, padre del management moderno e uno dei più influenti studiosi di strategia aziendale del XX secolo, ben rende il concetto con la sua seguente citazione:

“Non c’è niente di più inutile che fare in modo efficiente ciò che non dovrebbe essere fatto affatto.”

Una riflessione che oggi appare particolarmente attuale.

Perché ottenere un finanziamento a condizioni vantaggiose e impiegarlo in progetti poco redditizi non rende un’azienda più competitiva. Al contrario, rischia di assorbire risorse che potrebbero essere destinate a iniziative con un maggiore impatto sul valore dell’impresa.

In altre parole, il tema centrale non è il costo del finanziamento, ma il ROI (Return on Investment): la capacità di un investimento di generare un ritorno economico adeguato rispetto alle risorse impiegate.

Un finanziamento conveniente non crea valore di per sé.

Lo crea se correlato ad un investimento che, per esempio, aumenta la produttività, oppure migliora il margine industriale, oppure l’efficienza riducendo i costi operativi; oppure è un booster per l’innovazione; oppure facilita il miglioramento della generazione di flussi finanziari.

Per questo motivo il vero vantaggio competitivo oggi non è ottenere credito, ma è arrivare preparati e tempestivi, con 

  • un business plan credibile;
  • una chiara analisi del ROI atteso dall’investimento che si vuole perseguire;
  • una roadmap degli investimenti prioritari e/o urgenti;
  • una valutazione dell’impatto su margini e cash-flow.

Ed è proprio qui che molte PMI incontrano la difficoltà maggiore.

Un Fractional CFO può supportare l’imprenditore in questa fase strategica, aiutandolo appunto a:

  • costruire business plan solidi e sostenibili;
  • valutare il ROI e il ritorno atteso degli investimenti;
  • analizzare l’impatto sui flussi di cassa;
  • individuare i progetti con il maggiore potenziale di creazione di valore;
  • trasformare decisioni intuitive in decisioni supportate dai numeri.

Perché investire non significa semplicemente spendere capitale. Significa allocarlo dove può generare il miglior rendimento per l’azienda. Non vince chi prende più finanziamenti. Vince chi ha già deciso come trasformarli in profitto. 

Cioè, il vero tema non è trovare i soldi quando servono (ma un Fractional CFO ha peraltro la seniority adeguata anche per questo  compito), ma è sapere e decidere dove potenzialmente investirli prima che arrivino.

Nella vostra azienda esiste già una lista di investimenti pronti a partire se le condizioni di finanziamento dovessero migliorare ulteriormente? E disponete degli strumenti e delle competenze per valutarne concretamente il ROI e il ritorno economico?