Non è la più forte delle specie che sopravvive, e nemmeno la più intelligente. È quella più reattiva al cambiamento, come diceva Charles Darwin.
In un contesto macroeconomico imprevedibile ed erratico come quello attuale, pianificare l’intero anno basandosi su un unico budget statico e immutabile rappresenta un rischio enorme per la stabilità aziendale.
La politica sorprende quotidianamente in modo repentino, i mercati ne risentono non sempre in modo razionale, le Borse sono diventate dei rollercoaster, le catene di fornitura globali possono subire interruzioni da un giorno all’altro.
A fronte di questa incertezza del contesto globale, il controllo di gestione aziendale nella sua accezione più moderna non si può più concentrare solo su previsioni precise, ma deve supportare l’azienda nell’affrontare i cambiamenti improvvisi del mercato proponendo scenari alternativi.
✔️ Che cos’è un “Cigno Nero”¹?
Un Cigno Nero è un evento che possiede tre caratteristiche precise: è isolato e imprevedibile, ha un impatto devastante e viene razionalizzato a posteriori. Le tensioni geopolitiche improvvise, le crisi epidemiche globali o il fallimento flash di un grande istituto finanziario sono esempi di Cigni Neri macroeconomici.
Non è possibile prevederli, ma si può decidere oggi quanto la propria struttura aziendale sarà robusta quando ne arriverà uno. È importante essere preparati e avere una strategia per affrontare questi eventi imprevedibili.
✔️ Il ruolo dei KPI: i “sensori” dell’azienda
Per capire se la tempesta sta arrivando, non basta guardare il conto economico a fine mese. Servono dei segnali premonitori, come i KPI, ovvero gli indicatori chiave di prestazione. I KPI fungono da veri e propri sensori sul cruscotto aziendale e devono essere tempestivi e focalizzati sulla stabilità finanziaria. Come recitano infatti gli anglosassoni, “cash is king”, ed i KPI correlati alla liquidità aziendale hanno rilevanza prioritaria e privilegiata, anche se ovviamente non esclusiva.
Alcuni esempi cruciali includono il DSO, il Break-Even Point dinamico e il Cash Runway (quest’ultimo indice, generalmente meno noto, indica il numero di mesi in cui un’azienda può continuare a operare prima di esaurire completamente la propria liquidità).
Questi indicatori aiutano a monitorare la salute finanziaria dell’azienda e a prendere decisioni informate per affrontare i cambiamenti del mercato.
✔️ 4 passi pratici per fare uno “Stress Test” in azienda
Per evitare di subire passivamente gli shock economici esterni, il controllo di gestione deve implementare una strategia di pianificazione dinamica attraverso almeno i seguenti quattro passaggi chiave:
1. Mappare analiticamente i costi fissi: serve identificare la cifra esatta che la struttura aziendale deve sostenere ogni mese per rimanere operativa.
2. Creare lo scenario peggiore: occorre saper utilizzare gli strumenti di pianificazione per ipotizzare variabili penalizzanti su cui riflettere in modo pragmatico.
3. Individuare i “trigger” di attivazione basati sui KPI: è dirimente stabilire dei confini numerici precisi non superabili legati ai tuoi indicatori.
4. Scrivere il “Piano B” o addirittura anche il “Piano C”, a mente fredda, anche se può sembrare fuori luogo o eccessivamente timoroso: occorre definire a priori quali investimenti non urgenti congelare, quali contratti rinegoziare o quali linee di credito cautelative attivare preventivamente in caso di condizioni esogene peggiorative.
Gestire l’incertezza globale non significa possedere la sfera di cristallo, ma semplicemente aver studiato, testato e predisposto una via d’uscita sicura prima che la tempesta colpisca il proprio settore.
¹ Il cigno nero. Come l’improbabile governa la nostra vita, ormai un classico della contemporaneità, scritto da Nassim Nicholas Taleb.



